Albergo a San Casciano: Villa I Barronci

La storia di Villa I Barronci. Dal XII secolo ad oggi, attraverso le vicende storiche legate alle famiglie Gianfigliazzi (XV secolo) e Pierozzi (XVIII secolo), sino agli attuali proprietari..

"Il nome antichissimo di questa località deriva dalla famiglia Baronci che la possedeva (XII secolo; nel XV secolo passò ai Gianfigliazzi. Nel 1771 andò in possesso dei Pierozzi che trasformarono a villa l'antica casa colonica." (G. Carocci - Il Comune di San Casciano in Val di Pesa ).

" ... si prende la strada che porta alla Villa I Baronci. Deve il suo nome alla famiglia che l'ha posseduta per diversi secoli. Nel 1771 passò ai Pierozzi che sul luogo della casa colonica realizzarono la villa che oggi si presenta con il suo semplice prospetto inquadrato dalle pietre lavorate a bugna- to negli angoli e al centro della facciata." -- I.Moretti - San Casciano - Ed. Loggia de' Lanzi

Gianfigliazzi Pierozzi

GIANFIGLIAZZI Johannes filii Azzi generò questa famiglia che ebbe origine in Collazzi ossia' colle di Azzo' che è una località non lontana da Chiesanuova. A San Casciano avevano estesi possedimenti soprattutto tra San Pancrazio e Salivolpe. Nel quattrocento sostituirono alle loro case da signore comode ville poste al centro delle loro tenute, come il Palagio a S.Pancrazio o la Palagina a Montefiridolfi.

Verso la metà del Cinquecento i Gianfigliazzi acquistarono parte dei vasti possedimenti che i Buondelmonti avevano sulla Collina di Bibbione formando una vastissima tenuta attorno alla villa del Mocale. Un altro ramo della famiglia vantava beni tra Cigliano e Pisignano che, con l'acquisto della villa dei Baronci, andarono a estendersi fino a Mucciana. I Gianfigliazzi ordirono, insieme ad altre famiglie nobili, la congiura che si concluse con la cacciata del tiranno Gualtieri di Brienne.

Tale impresa fu riconosciuta dal governo della repubblica con l' ammissione ai pubblici uffici dai quali erano stati esclusi per la loro nobiltà. Personaggio illustre fu Rinaldo, morto nel 1425, che partecipò a numerosi affari di stato tra cui il decisivo incontro col papa Urbano VI, nemico di Firenze. Altro politico illustre, tra i moltissimi che si contano in questo casato, fu Jacopo che riuscì, per i meriti conseguiti, dell'onorificenza dello 'speron d'oro'.

Dal 1532 al 1615 un Gianfigliazzi fu sempre presente nel senato della Signoria. Del secolo XVIII si ricorda Giovan Battista che fu eletto alla carica di balì cioè di riformatore dello stato. Questi fu l'ultimo erede maschile del casato che si estinse in Maria Teresa nel 1757. I beni di San Casciano furono spartiti tra i Gondi e i Lotteringhi Della Stufa ai quali andò la villa di Sorbigliano.

PIEROZZI Nel 1389 nacque, piccolo e gracile, così narrano le cronache, Antonino di Niccolò destinato alla gloria di essere elevato a santo nel 1523 dopo aver retto la cattedra di Firenze. Da spirito caritatevole qual era accorse a San Casciano per rendersi conto di persona dei danni causati dall' uragano abbattutosi nel 1456 nella vaI di Pesa. Il turbine, già descritto con abbondanza di dettagli nelle Istorie Fiorentine del Machiavelli, è oggetto di una 1 lettera di resoconto scritta dal vescovo Antonino. In questa non mancano fatti miracolosi come il volo lungo sei chilometri della campana della pieve di Sugana che fu ritrovata a San Casciano.

Guido Carocci ci informa che i Pierozzi stanziatisi nella villa dei Baronci nel, 1771 vantano parentela col santo. Questa famiglia costituì all'inizio dell'Ottocento una discreta tenuta ad Argiano. A questi appartenne Ippolito Pierozzi, parroco a San Casciano vissuto nella seconda metà del Seicento e il martire della Grande Guerra Orazio Pierozzi ricordato in un' epigrafe murata sulla facciata della sua abitazione in Via Morrocchesi 53. A Orazio Pierozzi è intitolata l' ex piazzetta dell' Orologio.

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